La risposta del Presidente della FMI
alla nostra proposta
sul "rimontare le file"
Sesti si dice d'accordo anche se il momento non è particolarmente propizio.
Ecco il testo della lettera
Siamo soddisfatti: la nostra richiesta alla FMI di realizzare una proposta di legge sul tema della mobilità garantita per le due ruote (legalizzare la pratica consueta del
rimontare le file, e dare la possibilità ai motociclisti di utilizzare almeno alcune corsie riservate al trasporto pubblico in città) ha riscosso
molti consensi, finendo anche sulla stampa "generalista" locale e specializzata nazionale (potete vedere alcuni articoli nella sezione Rassegna Stampa).
Nei giorni scorsi ci è giunta anche la risposta più attesa, quella del Presidente Nazionale della FMI, Paolo Sesti.
E' una lettera che da un lato ci fa piacere, perchè c'è condivisione delle nostre analisi e delle nostre proposte. Da un altro lato però ci lascia un po' di amaro in bocca,
perchè si dà per scontato che, in un momento come questo, è sostanzialmente "inutile provarci".
Sappiamo che in questo momento (e con tante vittime sulla strada) è già difficile cercare di evitare inasprimenti repressivi, ma siamo anche convinti che delle regole serie, condivisibili ed accettabili da parte di tutti gli utenti della strada,
siano sempre meglio (anche dal punto di vista della sicurezza) rispetto ai semplici e stolti divieti inapplicabili, che diventano (questi sì) una sorta di
alibi ad infrangere qualsiasi regola (qualche volta anche quelle semplicemente dettate dal buon senso).
Speriamo quindi che la FMI voglia comunque provarci, magari anche perchè altri motociclisti ed altri moto club ad essa affiliati avranno portato avanti con noi la richiesta di questa battaglia di
civiltà motociclistica!
La lettera del Presidente Sesti:
Roma, giugno 2007
Egregio Presidente,
leggo con interesse la proposta di modifica del Codice della Strada elaborata dal MC Ravenna, di poter rimontare le file in caso di traffico bloccato o fortemente rallentato, da parte dei motociclisti.
Condivido in pieno le motivazioni che hanno portato all'elaborazione del testo, tra cui il contributo che le due ruote a motore danno al traffico cittadino e non, così come comprendo bene i disagi provocati dall'utilizzo da parte dei motociclisti delle necessarie - anzi indispensabili - protezioni passive.
Tutte motivazioni che hanno reso, quella di rimontare le file, una consuetudine tollerata. Ora, a rigor di logica, ci vorrebbe poco per trasformare una consuetudine - supportata da motivazioni adeguate - in una regola condivisa.
Tuttavia intravedo alcune difficoltà, soprattutto in un periodo come questo in cui tutti gli organi istituzionali, dal Parlamento al Governo, alla Consulta Nazionale sulla Sicurezza Stradale, sono impegnati nella risoluzione di problemi legati alla sicurezza stradale. Le 5426 vittime della strada di cui 1852 motociclisti (dati ISTAT 2005) ci rendono infatti molto deboli agli occhi dell'Unione Europea e del suo obiettivo di riduzione delle vittime del 50% entro il 2010.
Se consideriamo che il 3,6% del parco circolante (calcolato nella percentuale di viaggiatore per chilometro), costituito da motociclisti appunto, è coinvolto nel 26% dele vittime, potrà ben comprendere come in questo particolare momento storico ogni provvedimento restrittivo nei confronti dei motociclisti sia ben visto.
Attualmente in Parlamento è in corso di discussione un DDL di inasprimento delle pene in caso di infrazione di alcuni articoli del Nuovo Codice della Strada, mentre siamo appena riusciti ad eliminare il "capestro" della confisca per i motociclisti.
Sono queste le motivazioni che mi rendono pessimista nei confronti dell'iniziativa da voi proposta. Ad alimentare il mio pessimismo poi, sono anche quei motociclisti poco osservanti del codice che ci rappresentano indegnamente. Non sarebbero pochi a pensare che, legalizzando la consuetudine di rimontare le file, questi indisciplinati (che certo non rientrano nelle file dei nostri 150.000 appassionati) si sentirebbero in diritto di passare a gran velocità contromano o sulle corsie di emergenza, causando chissà quali disastri, Non dimentichiamo che una legge dello Stato varrebbe per tutti i 10 milioni di motociclisti italiani.
Naturalmente conosco il contenuto del DDL Cutrufo, senatore da tempo "amico dei motociclisti e della FMI" e nel momento in cui tale testo andasse in discussione la FMI lo sosterrebbe con ogni mezzo, almeno nelle sue parti più importanti. Tuttavia non ho fiducia che questo sia il momento più opportuno per iniziative di tal genere.
Approfittando della sensibilità dimostrata dal MC Ravenna ai problemi della sicurezza stradale, vorrei invitare i suoi componenti a fornire un contributo alla nostra campagna sulla sicurezza, che si basa proprio sulla sensibilizzazione capillare dei motociclisti da parte, appunto, dei nostri motociclisti, quelli più appassionati e consapevoli.
Con i migliori saluti
Paolo Sesti